PREGHIERA A SAN MICHELE ARCANGELO DI LEONE XIII

PREGHIERA A SAN MICHELE 2

 

LEONE XIII E SAN MICHELE ARCANGELO

Il 20 febbraio 1878 al termine di un conclave durato solo 36 ore il cardinale Gioacchino Pecci fu eletto papa e prese il nome di Leone XIII ( 1810- 1903). Molte persone, oggi anziane,ricordano che, prima della Riforma liturgica del Concilio Vaticano II, il celebrante ed i fedeli si mettevano in ginocchio, alla fine di ogni messa, per recitare una preghiera alla Madonna ed una al Principe degli Angeli, scritta dal papa Leone XIII, che diceva: “San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia, contro le malvagità e le insidie del demonio sii nostro aiuto. Ti preghiamo supplici: che il Signore lo comandi! E tu, Principe delle milizie celesti, con la potenza che ti viene da Dio, ricaccia nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo a perdizione delle anime”.

Uno dei segretari di Leone XIII, il padre Domenico Penchenino scrisse sull’origine di tale preghiera a San Michele: “Non ricordo l’anno preciso. Un mattino il grande pontefice Leone XIII aveva celebrato la Santa Messa e stava assistendone ad un’altra di ringraziamento, come al solito. Ad un tratto lo si vide drizzare energicamente il capo, poi fissare intensamente qualche cosa, al di sopra del capo del celebrante. Guardava fisso, senza batter palpebre, ma con un senso di terrore e di meraviglia, cambiando colori e lineamenti. Qualcosa di strano, di grande, avveniva in lui. Finalmente, come rinvenendo in sé, dando un leggero ma energico tocco di mano, si alza. Lo si vede avviarsi verso il suo studio privato. I familiari lo seguono con premura e ansiosi gli dicono sommessamente: Santo Padre, non si sente bene? Ha bisogno di qualcosa? Risponde: Niente, niente. Dopo una mezz’ora fa chiamare il segretario della Congregazione dei Riti e, porgendogli un foglio, gli ingiunge di farlo stampare e di farlo avere a tutti gli Ordinari del mondo. Che cosa conteneva? La preghiera che recitiamo al termine della invocazione al Principe delle milizie celesti, implorando Dio che ricacci Satana all’inferno”. Il cardinale Nasalli Rocca, a tal riguardo, testimoniò: “Leone XIII scrisse egli stesso quella preghiera. La frase “i demoni che si aggirano per il mondo a perdizione delle anime” ha una spiegazione storica, a noi più volte riferita dal suo segretario particolare, mons. Rinaldo Angeli. Leone ebbe veramente la visione degli spiriti infernali che si addensavano sulla Città Eterna, e da quella esperienza venne la preghiera che volle far recitare in tutta la Chiesa. Non solo, ma scrisse di sua mano uno speciale esorcismo contenuto nel Rituale Romano. Questi esorcismi, egli raccomandava ai vescovi e ai sacerdoti di recitarli spesso nelle loro diocesi e parrocchie. Egli lo recitava spessissimo durante il giorno”. E’ triste dover constatare che proprio oggi, nel primo decennio del terzo Millennio, in un tempo in cui è più che mai urgente fare appello all’Arcangelo Michele in difesa della Chiesa contro i nemici diabolici all’interno o all’esterno di essa, vi è un grande decadimento della devozione a San Michele.

Nel 1987 San Giovanni Paolo II, in visita al santuario di San Michele Arcangelo, sul monte Gargano, ebbe a dire: “Questa lotta contro il demonio, che contraddistingue la figura dell’Arcangelo Michele, è attuale anche oggi, perché il demonio è tuttora vivo e operante nel mondo. In questa lotta, l’Arcangelo Michele è a fianco della Chiesa per difenderla contro le tentazioni del secolo, per aiutare i credenti a resistere al demonio che come leone ruggente va in giro cercando chi divorare”.

Nel 1994, il Papa ebbe a dire, riguardo alla famosa preghiera a San Michele: “Anche se oggi questa preghiera non viene più recitata al termine della celebrazione eucaristica, invito tutti a non dimenticarla, ma a recitarla per ottenere di essere aiutati nella battaglia contro le forze delle tenebre e contro lo spirito di questo mondo”.

PREGHIERA DI AFFIDAMENTO DI SE’ E DELLA PROPRIA FAMIGLIA A SAN MICHELE ARCANGELO

st-michel-tableau

O grande arcangelo san Michele,
principe e capo delle legioni angeliche,
penetrati dal sentimento delle Vostre grandezze,
della Vostra bontà e della Vostra potenza,
in presenza dell’adorabile Trinità,
della Vergine Maria e di tutta la corte celeste,
io e tutta la mia famiglia,
veniamo oggi a consacrarci a Voi.

Noi vogliamo onorarvi ed invocarvi fedelmente.

Riceveteci sotto la vostra speciale protezione
e degnatevi ormai di vigilare
sui nostri interessi spirituali e temporali.

Conservate tra noi la perfetta unione
degli spiriti e dei cuori, il santo amore familiare.

Difendeteci contro gli attacchi nemici;
preservateci da ogni male
e particolarmente dalla disgrazia
di offendere gravemente Dio.

Che per le vostre cure devote e vigilanti
perveniamo tutti alla felicità eterna.

Degnatevi, grande san Michele,
di ricomporre un giorno al completo la nostra famiglia
nella Città dei cieli.
Amen.

LA CORAZZA DI SAN PATRIZIO :Preghiera di liberazione

san patrizio

 

” LA CORAZZA DI SAN PATRIZIO ” : LA POTENTE PREGHIERA DI LIBERAZIONE DI SAN PATRIZIO ,PATRONO D’IRLANDA
Diffondiamola e facciamola conoscere ,recitiamola in famiglia ! Una preghiera molto bella, che il coraggioso e grande Apostolo d’Irlanda, molto amato tutt’oggi dagli Irlandesi , recitò nei momenti più difficili della sua lotta per difendersi dagli attacchi e dalle maledizioni dei druidi ,che gli tesero tanti trabocchetti per scoraggiare la sua opera di evangelizzazione ,ma non ebbero mai successo: egli dimostrò con segni e prodigi agli irlandesi, intrisi di magia e occultismo, che la potenza di Cristo era ancor più grande.
Infatti le magie dei druidi nulla poterono contro la Potenza della fede in Cristo di questo grande Santo!
Gran parte dell’Irlanda era molto oscura e barbarica nel quinto secolo dopo Cristo; una terra di druidi e pagani . È interessante notare che Patrizio non ha cercato di convincere gli irlandesi a negare la loro credenza nell’esistenza del soprannaturale. Come uno storico scrive: “Se il Cristianesimo fosse venuto in Irlanda solo con dottrine teologiche, la speranza della vita immortale, e idee etiche, senza miracoli, misteri e riti – non avrebbe potuto mai vincere il cuore celtico”.
(“perché il Regno di Dio non viene con parole, ma con potenza”, 1 Cor 4:20)
Invece egli convinse gli irlandesi della natura demoniaca dei poteri con cui erano familiari, e della potenza straordinaria di Cristo.
Usò le Sacre Scritture per definire questi poteri come demoni. (“Per noi la lotta infatti non è contro il sangue e la carne, ma contro i principati,contro le potestà, contro i dominatori delle tenebre di questa era, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti”, Ef 6:12).
Patrizio è oggi ricordato come il santo che ha scacciato i serpenti dall’Irlanda (non ci sono serpenti in Irlanda, fino a oggi), anche se alcuni che negano che ci siano mai stati serpenti in Irlanda dicono che i “serpenti” scacciati da Patrizio erano i druidi, i sacerdoti occulti del popolo celtico, e la sua reputazione di avere liberato l’Irlanda dai serpenti è un modo velato per dire che San Patrizio portò la Luce di Cristo che liberò il paese dalle tenebre del maligno.
Il simbolo dell’Irlanda è il TRIFOGLIO ,perchè San Patrizio lo usò per spiegare il mistero della Santissima Trinità ai pagani :  Dio Padre,Dio Figlio,Dio Spirito Santo ,distinti e indissolubilmente uniti nell’Amore.

CORAZZA DI SAN PATRIZIO
Nel 433, S. Patrizio si dirigeva con un gruppo di seguaci alla corte del Re d’Irlanda. Avendo avuto sentore che i druidi preparavano un’imboscata per ucciderlo, egli pregò invocando la protezione divina. Racconta la tradizione che quando il Santo passò davanti ai druidi nascosti, questi videro soltanto un cervo attorniato da alcuni cerbiatti. San Patrizio e i suoi uomini furono salvati.
Ecco perché questa preghiera è passata alla storia come IL GRIDO DEL CERVO (Fàeth Fiada), oppure come LA CORAZZA DI SAN PATRIZIO.

Io sorgo oggi
Grazie a una forza possente, l’invocazione della Trinità,
Alla fede nell’Essere Uno e Trino,
Alla confessione dell’unità
Del Creatore del Creato.

Io sorgo oggi
Grazie alla forza della nascita di Cristo e del suo battesimo,
Alla forza della sua crocifissione e della sua sepoltura,
Alla forza della sua resurrezione e della sua ascesa,
Alla forza della sua discesa per il Giudizio Universale.

Io sorgo oggi
Grazie alla forza dell’amore dei cherubini,
In obbedienza agli angeli,
Al servizio degli arcangeli,
Nella speranza della resurrezione e della ricompensa,
Nelle preghiere dei patriarchi,
Nelle predizioni dei profeti,
Nella predicazione degli Apostoli,
Nella fede dei confessori,
Nell’innocenza delle sante vergini,
Nelle imprese degli uomini giusti.

Io sorgo oggi
Grazie alla forza del cielo:
Luce del sole,
Fulgore della luna,
Splendore del fuoco,
Velocità del lampo,
Rapidità del vento,
Profondità del mare,
Stabilità della terra,
Saldezza della roccia.

Io sorgo oggi
Grazie alla forza del Signore che mi guida:
Il potere di Dio per sollevarmi,
La saggezza di Dio per guidarmi,
L’occhio di Dio per guardare davanti a me,
L’orecchio di Dio per udirmi,
La parola di Dio a parlare per me,
La mano di Dio a difendermi,
la via di Dio che si apre davanti a me,
Lo scudo di Dio che mi protegge,
L’esercito di Dio che mi salva
dai tranelli dei diavoli,
Dalle tentazioni del vizio,
Da chiunque mi voglia del male,
vicino e lontano,
Solo e nella moltitudine.

Io invoco oggi tutte queste forze tra me e questi mali
Contro ogni crudele e impietoso potere che si opponga al mio corpo e alla mia anima
Contro le stregonerie di falsi profeti,
Contro le leggi nere del paganesimo,
Contro le leggi false degli eretici,
Contro la pratica dell’idolatria,
Contro i sortilegi di streghe e druidi e maghi,
Contro ogni conoscenza che corrompe il corpo e l’anima dell’uomo.

Cristo fammi da scudo oggi
Contro il veleno, contro il fuoco,
Contro l’annegamento, contro ogni ferita,
Così che io possa avere un’abbondanza di ricompense,
Cristo con me, Cristo davanti a me, Cristo dietro di me,
Cristo in me, Cristo sotto di me, Cristo sopra di me,
Cristo alla mia destra, Cristo alla mia sinistra,
Cristo quando mi corico, Cristo quando mi siedo,
Cristo quando mi alzo,
Cristo nel cuore di ogni uomo che mi pensa,
Cristo sulle labbra di tutti coloro che parlano di me,
Cristo in ogni occhio che mi guarda,
Cristo in ogni orecchio che mi ascolta.

Io sorgo oggi
Grazie a una forza possente, l’invocazione della Trinità,
Alla fede nell’Essere Uno e Trino,
Alla confessione dell’unità
Del Creatore del Creato.

“NON BISOGNA LASCIARSI SCORAGGIARE DALLE CHIACCHIERE DELLA GENTE”

archangelsLE DERISIONI E IL DISPREZZO VERSO CHI TESTIMONIA CON CORAGGIO LA PROPRIA FEDE IN CRISTO :
“NON BISOGNA LASCIARSI SCORAGGIARE DALLE CHIACCHIERE DELLA GENTE”
(dall’opera FILOTEA ,IV parte,cap I , SAN FRANCESCO DI SALES) .
Appena la gente si accorgerà che hai deciso di seguire la vita devota, scoccherà contro di te mille frecciatine di compatimento e altrettanti dardi di pesante maldicenza: i più arrabbiati daranno al tuo cambiamento il nome di ipocrisia, di bigotteria, di tradimento; diranno che il mondo ti ha voltato le spalle ed allora ti sei consolata volgendoti a Dio; i tuoi amici poi, da parte loro, si affretteranno a sommergerti di rimproveri, tanto prudenti e pieni di carità, a loro avviso. Sanno già che diventerai triste, perderai credito di fronte alla gente, sarai insopportabile, invecchierai prima del tempo, le cose di casa tua andranno a rotoli; ti ricorderanno che bisogna vivere nel mondo stando alle sue regole, che l’anima si può salvare anche senza tante storie; e simili sciocchezze.

Filotea, credimi, sono tutte chiacchiere stupide e inutili; a quella brava gente non importa proprio niente né della tua salute, né dei tuoi affari.
Se voi foste del mondo, dice il Salvatore, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma siccome voi non siete del mondo, vi odia.

Ho visto gentiluomini e dame passare intere notti di seguito a giocare agli scacchi e alle carte.Esiste forse un’occupazione più vuota, più triste e più massacrante di quella? Eppure la brava gente non mette parola: gli amici non se ne sono minimamente preoccupati; se invece noi facciamo un’ora di meditazione, oppure ci vedono alzarci al mattino un po’ più presto per prepararci alla santa Comunione, tutti si precipitano dal medico per farci curare dallo stato ansioso e dall’itterizia. Passa trenta notti a ballare e nessuno troverà da ridire; per la sola veglia della notte di Natale, il giorno dopo, chi ha la tosse e chi il mal di pancia.

Chi non si accorge subito che il mondo è un giudice ingiusto? Gentile ed accomodante con i suoi figli, ma duro e senza pietà per i figli di Dio.

Per andare a genio al mondo dobbiamo andare a braccetto con lui. E poi non riesci ad accontentarlo nemmeno lo stesso perché è matto: è venuto Giovanni, dice il Salvatore, che non mangia e non beve e voi dite che ha il diavolo; è venuto il Figlio dell’uomo che mangia e beve e voi dite che è un samaritano.

E’ proprio vero, Filotea, se per far piacere agli altri, ci lasciamo andare a ridere, a giocare, a ballare con la gente di mondo, il mondo ne sarà scandalizzato; se non lo facciamo ci accuserà di essere ipocriti e tristi; se ci vestiamo bene, penserà che abbiamo un motivo nascosto; se andiamo alla buona, ci farà passare per gente senza educazione; la nostra allegria sarà per lui dissolutezza, la mortificazione, tristezza; ci guarda tanto di traverso che per quanto ci sforziamo, non gli andremo mai a genio. Le nostre imperfezioni le ingigantisce e le classifica peccati, i nostri peccati veniali li fa mortali; i nostri peccati di debolezza li trasforma in peccati di malizia.

Dovrebbe invece sapere, come dice S. Paolo,che la carità è benigna, il mondo, al contrario, è cattivo;
dovrebbe sapere anche che la carità non pensa male; al contrario,
IL MONDO PENSA SEMPRE MALE ,E SE PROPRIO NON GLI RIESCE DI ACCUSARE LE NOSTRE AZIONI, ACCUSA LE NOSTRE INTENZIONI ! I montoni possono avere le corna o non averle, essere bianchi o essere neri, il lupo, appena gli riuscirà, li sbranerà. E’ un po’ la stessa cosa per noi fare quello che vogliamo,
IL MONDO CI FARA’ SEMPRE GUERRA ; se ci fermiamo un po’ davanti al confessore, si chiederà che cosa gli stiamo raccontando; se invece ci sbrighiamo, dirà che abbiamo taciuto metà!

Sorveglierà tutti i nostri movimenti e per un piccolo scatto di collera dirà che siamo insopportabili; la cura dei nostri affari la chiamerà avarizia, la nostra dolcezza, stupidità; quanto ai figli del mondo, la loro collera è sincerità, la loro avarizia abilità amministrativa; le libertà che si prendono, franchezza: i ragni rovinano sempre l’opera delle api!

Filotea, LASCIAMO PERDERE QUESTO CIECO:LASCIALO URLARE FINCHE’ NON SI STANCHERA’ , come fa il barbagianni per spaventare gli uccelli del giorno. Restiamo fermi nei nostri propositi, sarà la perseveranza a dimostrare che è sul serio e con sincerità che ci siamo votati a Dio e incamminati nella vita devota.

Le comete e i pianeti hanno apparentemente la stessa luminosità; solo che le comete scompaiono in poco tempo, perché hanno soltanto una luminosità transitoria, mentre i pianeti godono di una luce continua; lo stesso si può dire dell’ipocrisia e della virtù; esternamente si assomigliano molto, ma volendo, si possono distinguere con sicurezza l’una dall’altra: L’IPOCRISIA NON DURA NEL TEMPO E SI SCIOGLIE COME NEBBIA AL SOLE,MENTRE LA VIRTU’ AUTENTICA RIMANE STABILE E COSTANTE.

Non è un vantaggio da poco, per ben cominciare il cammino della devozione, ricevere calunnie e improperi: evitiamo, in tal modo, il pericolo della vanità e dell’orgoglio, che sono come le levatrici d’Egitto, cui l’infernale Faraone aveva dato l’ordine di uccidere i nati maschi di Israele il giorno stesso della nascita.

NOI SIAMO CROCIFISSI PER IL MONDO E IL MONDO E’ CROCIFISSO PER NOI . IL MONDO CI CONSIDERA PAZZI ? E NOI CONSIDERIAMOLO MATTO !
San Francesco di Sales

FOTO : Vetrata artistica con la raffigurazione dei tre Santi Arcangeli,San Michele, San Raffaele, San Gabriele

Chris

RIMEDI CONTRO GLI INGANNI DEL DEMONIO (Don Bosco)

PREGATE INCESSANTEMENTEIl primo inganno che il demonio suole usare per ingannare le anime dei giovani è LO SCORAG­GIAMENTO. «Come è possibile – insinua il maligno – che tu possa per cinquanta, sessant’an­ni o più vivere nella virtù e lontano dai piaceri?».Quando il demonio ti suggerisce questo, tu rispondigli così: «Chi mi assicura che io giungerò fino a quell’età? La mia vita è nelle mani di Dio e può anche darsi che oggi sia l’ultimo giorno della mia vita. Quanti ragazzi della mia età ieri erano allegri e pieni di salute ed oggi sono già nella tomba! E non potrebbe accadere altrettanto anche a me? E se anche dovessi faticare alcuni anni per il Signore, non ne sarò ricompensato in modo sovrabbondante da una eternità di gloria e di gioia in Paradiso?».
Il secondo inganno del demonio è di farti cre­dere che la vita santa ti farà cadere NELLA TRI­STEZZA.
«Tu sei giovane – insinua il demonio – e se ti metti a pensare all’eternità e all’Inferno diventerai melanconico e potresti anche impazzire».
A queste insinuazioni tu risponderai così: «È vero che il pensiero di un’eternità infelice e di un supplizio che non finirà è un pensiero tetro e spa­ventoso, ma se può farmi impazzire al solo pensar­vi, che cosa sarà mai l’andarvi? È meglio pensarci adesso e non caderci in avvenire, che allontanarne ora il pensiero e poi cadervi per l’eternità!».
D’altra parte, o caro giovane, se il pensiero dell’Inferno ci riempie di terrore, il pensiero del Paradiso ci riempie di gioia. I santi infatti, pur pensando all’eternità delle pene non erano tristi, ma allegri, perché avevano fiducia di evitarle vivendo sempre in pace con Dio.
Fatti dunque coraggio! Prova a servire il Signore e vedrai quanto è dolce e soave amarLo con tutto il cuore.
Fonte: Don Bosco ritorna – RIMEDI CONTRO GLI INGANNI DEL DEMONIO

ATTO D’AMORE

L’ATTO D’AMORE “GESU’ MARIA VI AMO,SALVATE LE ANIME” DETTATO DA GESU’ A SUOR CONSOLATA BETRONE

Gesù, Maria, Vi amo!
Salvate le anime dei sacerdoti, salvate le anime.
Ve lo chiediamo supplichevoli,
e concedeteci di poter ripetere quest’Atto d’Amore
MILLE VOLTE ad ogni palpito, ad ogni respiro.

Pregate assiduamente L’ATTO D’AMORE!
E’ la chiave che apre. Niente le rimane chiuso. Badate bene alle Mie parole…
Chiunque lo fa proprio almeno una volta, verrà annoverato tra gli operai assunti poco prima del tramonto (l’undicesima ora)…
Cominciate sempre la giornata così e non finitela in altro modo! …
La parola “mille” ve la do in dono. Mai è stato così! È un dono d’Amore della Mia Anima divina … Se ogni anima lo pregasse una sola volta al mattino e alla fine del giorno, si terrebbe conto di tutti i “mille” (della giornata)…
[Si consiglia di pregarlo alla fine di ogni decina del Rosario].

(Da Dio parla all’anima, rivelazioni di Gesù alla mistica Justine Klotz)

Autorizzazione: Ordinariato Diocesi di Monaco di Baviera

L’ATTO D’AMORE “GESU’ MARIA VI AMO,SALVATE LE ANIME” DETTATO DA GESU’ A SUOR CONSOLATA BETRONE

“Disse un giorno Gesù a Suor Josepha Menendez:
« Ogni piccolo sacrificio offerto a me con amore, diventa nelle mie mani mezzo per Salvare qualche anima ».

Intuì un giorno queste verità la piccola Suor Teresa del Bambino Gesù: essa, credendo che si poteva raggiungere la santità soltanto facendo grandi penitenze, s’era messa a farle.

Ma, caduta poco dopo ammalata, ebbe proibito dalla superiora di fare qualunque penitenza. La santa a principio si mise a piangere, pensando che non avrebbe più potuto raggiungere la santità; ma poco dopo intuì che avrebbe potuto raggiungere lo stesso effetto facendo innumerevoli piccoli sacrifici e facendo tutto con grande amore. E cosi fece; e divenne la santa che è.

Valore dell’atto d’amore
a) Un atto d’amore di Dio è l’azione più grande e più preziosa che possa essere compiuta in terra; e nello stesso tempo è la cosa più semplice. Basta dire o anche solo pensare:
«Mio Dio, ti amo»; oppure «Gesù mio, ti amo!».
Il più piccolo atto di perfetto amore di Dio ha maggiore importanza agli occhi di Dio, maggiore utilità per la Chiesa e per l’anima stessa che lo fa di tutte le altre opere puramente esteriori messe insieme (S. Giovanni della Croce).

b) Un atto di perfetto amore di Dio riconcilia immediatamente l’anima con Dio, anche la più aggravata di peccati, ancora prima dell’assoluzione sacramentale, purché si abbia la volontà di confessarsi (Conc. Trid. sess. 14-4).

c) Ogni atto d’amore di Dio ci merita un aumento di grazia santificante, e quindi di gloria in cielo.

d) L’atto d’amore di Dio, semplicemente interno, oppure esterno a modo di giaculatoria, purché sia sempre vivificato dall’amore interno, è l’azione più facile e più breve che si possa fare, senza che alcuno se ne accorga, in ogni momento e in ogni circostanza; basta un attimo di tempo. Dio e sempre presente in attesa affettuosa di ricevere dal cuore della sua creatura questa espressione di amore.

e) L’atto d’amore di Dio può essere accompagnato da un forte sentimento e da un forte trasporto interno; può anche essere fatto senza sentire assolutamente nulla; ed ha lo stesso valore. Per amare Dio basta soltanto volerlo amare. Amare non è sentire di amare, ma voler amare.
Quando il missionario o la missionaria curano il lebbroso, anche se non sentono simpatia per lui, anche se sentono tanto ribrezzo per le sue piaghe, esercitano un amore purissimo.

f) L’anima più semplice e oscura che fa più atti di amore di Dio, e molto più utile alle anime e alla Chiesa di chi opera azioni grandiose con meno amore.

g) L’atto frequente d’amore è il mezzo più efficace: per santificarci; per convertire i peccatori; per salvare i moribondi; per liberare le anime del purgatorio; per sollevare gli afflitti; per aiutare i sacerdoti; per frenare il potere di Satana; per aiutare le anime e la Chiesa; per evitare il peccato; per vincere le tentazioni. Moltiplicare durante la giornata tali atti d’amore, significa far diventare preziosissima la nostra vita, anche se esteriormente inutile. Un atto d’amore di Dio vale più di tutto l’oro della terra.

Promesse di Gesù a Suor Consolata (Suor Consolata Betrone fu una clarissa cappuccina, morta in concetto di santità il 17.4.1946 nel convento di Testona a Torino)

Gesù le rivelò questa giaculatoria: «Gesù, Maria, vi amo; salvate le anime»; e le fece, in merito, queste promesse:
– Ricordati che un atto d’amore «Gesù, Maria, vi amo; salvate le anime» decide l’eterna salvezza di un’anima… Non perdere tempo. Ogni atto d’amore è un’anima… Solo in Paradiso ne conoscerai il valore e la fecondità per salvare le anime.

– Consolata, dimmi, che preghiera più bella puoi farmi? «Gesù, Maria, vi amo, salvate anime»: amore e anime. Che cosa vuoi di più bello?

– «Gesù, Maria, vi amo, salvate anime» comprende tutto: le anime del purgatorio, come quelle della Chiesa militante; le anime innocenti e quelle colpevoli; i moribondi, gli atei, ecc, tutte le anime.

– Fa’ sempre tale atto d’amore: quando siedi e quando cammini, quando lavori e quando riposi, di giorno e di notte; fallo anche solo col pensiero ad ogni respiro. In tale atto incessante d’amore c’e racchiusa tutta la santità.

– Consolata, di’ alle anime che preferisco un atto d’amore e una comunione di amore a qualunque altro dono che possono offrirmi, perché ho sete di amore. Sono venuto a portare il fuoco e cosa altro voglio se non che si accenda? (Lc. 12, 49). Consolata, di’ al mondo quanto sono buono e materno, e come dalle mie creature io chiedo solo e sempre amore. Oh, potessi scendere in ogni cuore e versarvi a torrenti le tenerezze del mio GESU' TI AMOamore!
Io bramo essere servito dalle mie creature per amore. Ora evitare il peccato per timore dei miei castighi non è quello che bramo. Io voglio essere amato, io voglio l’amore dalle mie creature; quando mi ameranno, non mi offenderanno più. Metti tutta l’attenzione nel dovere attuale per compierlo con tutto l’amore possibile. Trasforma tutte le cose disgustose che incontri nel cammino in roselline; raccoglile con amore e offrimile con amore; allora anche i vostri nonnulla mi diventeranno preziosi.”

FONTE: dal libro “E tu come mi ami?” di Padre Ildebrando A. Santangelo